Ruanda: Methode impara a perdonare

Perdonare gli assassini della propria famiglia. Nei 25 anni dal Genocidio in Ruanda, Methode ha imparato ha percorrere la strada del perdono.

Genocidio in Ruanda: Methode impara a perdonare

È possibile perdonare gli assassini della propria famiglia? Methode aveva solo 6 anni quando il Ruanda venne investito dalla furia del genocidio, durante il quale i suoi genitori e fratelli furono uccisi.

Nell'aprile 1994, Methode viveva con i suoi genitori e i suoi fratelli. Improvvisamente, 100 giorni di follia e barbarie si abbatterono sul Paese: quasi 1 milione di persone furono barbaramente uccise in quello che è ricordato come il Genocidio del Ruanda.

Una terribile guerra civile tra etnie tutsi e hutu, nell’assordante silenzio dell’Occidente.

In quei terribili giorni, Methode cercò rifugio da una zia, mentre il resto della famiglia fuggì altrove. Uno dei suoi fratelli venne subito ucciso, mentre il papà e la sorella morirono durante un attacco armato a una chiesa.

Poco tempo dopo, Methode venne a sapere della morte della mamma attraverso le notizie di un sopravvissuto del suo villaggio.

Genocidio in Ruanda: Methode impara a perdonare

Per due mesi, Methode e la zia si nascosero tra le colline, spostandosi sempre per evitare di essere scoperti.

"Un giorno, armati fino ai denti, i killer arrivarono in gruppo. Mia zia, io e gli altri rifugiati ci inginocchiammo, piangendo e implorando di non ucciderci"

"A quel punto, mia zia mi prese in braccio, corse verso il fiume e saltò nell'acqua. Iniziammo a nuotare, ma i miliziani si accorsero della nostra fuga. Mia zia venne ferita, mentre i killer mi presero e cercarono denaro nelle mie tasche. Improvvisamente, ci lasciarono andare, senza alcun motivo apparente".

Methode e la zia furono soccorsi, portati in ospedale e curati.

Genocidio in Ruanda: Methode impara a perdonare

"Dopo tutto quello che mi era successo volevo diventare un soldato e vendicare la mia famiglia. Continuavo a pensare ai miei genitori, volevo prendere una pistola e sparare alle persone che avevano ucciso la mia famiglia"

Un anno dopo, Methode e la zia trovarono una nuova casa. I vicini parlarono loro del centro Compassion: Methode venne iscritto. All'inizio era molto silenzioso e i risultati scolastici erano molto scarsi.

Lo staff locale di Compassion iniziò a lavorare con molta pazienza, assicurando consulenza e aiuto nel superare i traumi.

Genocidio in Ruanda: Methode impara a perdonare

"Al centro c'erano tante attività per noi bambini e ragazzi: giochi, musica, lettura e tanto altro. Un po' alla volta, iniziai ad aprirmi sempre di più: grazie all'amore di Dio e delle persone intorno a me, la mia vita e il mio comportamento combiarono. Ero in grado di ridere e parlare con le persone, mi coinvolsi nelle varie attività e finalmente iniziai a studiare con gioia".

Trovare pace in un mondo di paura

Oggi, Methode è un giovane laureato ed è vice-presidente dell'Associazione nazionale dei Sopravvissuti al Genocidio.

Ricordando il passato, Methode racconta:

"Nella mia vita è successo qualcosa di importante: ho imparato a perdonare coloro che hanno ucciso la mia famiglia. Dio mi ha aiutato a capire che vendicarmi non avrebbe migliorato la mia vita. Sono grato a Compassion per la cura che ho ricevuto, ho scoperto i miei talenti e, attraverso la fede, la mia vita è cambiata"

Genocidio in Ruanda: Methode impara a perdonare

Ora Methode lavora nel settore turistico del Ruanda. Alcuni dei suoi dipendenti sono ex assassini. Lavorando al loro fianco, Methode ha imparato a perdonare coloro che hanno brutalmente ucciso anche i suoi familiari.

Alcune ferite – fisiche e psicologiche – devono ancora essere superate, ma il passato di Methode non ha più il controllo della sua vita.

Grazie al supporto di tante persone, tra cui i suoi sostenitori, Methode sta percorrendo la strada del perdono: un futuro di speranza si è aperto davanti a lui.


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