
29 maggio, 2023
Mutia* (pseudonimo di protezione) è una ragazza sopravvissuta ad abusi e violenze. Ha trovato rifugio sicuro al centro Compassion, mentre guarisce dalle ferite emotive. Ecco la sua storia.
Mutia (non possiamo mostrare il volto) è una ragazza di 16 anni che vive nel villaggio di Nunbaun-Sabu. Ha appena terminato gli esami semestrali e sta progredendo nel suo ultimo anno di liceo. In poco tempo, si laureerà e inseguirà i suoi sogni al college.
Nonostante tutti questi brillanti risultati, ha subito un grande trauma. È una sopravvissuta ad abusi sessuali. È stato un enorme shock per la famiglia quando si è scoperto che l’autore era suo padre.
Prima di raccontare agli altri le violenze che aveva subito, il suo comportamento era diventato insolito, come se attraverso la sua solitudine volesse nascondere il suo segreto dai suoi amici.
Finché una sera, all’improvviso, il viso di Mutia si è sciolto in lacrime e ha raccontato a sua madre cos’era successo. “Ero sconvolta dal suo racconto: sono caduta sulle mie ginocchia e ho iniziato a piangere”, racconta mamma Dewi.
Appena gli operatori del centro Compassion sono stati informati dell’accaduto, hanno cercato un rifugio sicuro per Mutia, per allontanarla dai pericoli e dal luogo del suo trauma.
Suo padre ha cercato di fuggire, ma grazie alla collaborazione dei nostri operatori con la polizia, è stato catturato e assicurato alla giustizia.
“Sono grata per l’aiuto di Compassion: sono le uniche persone su cui potevo contare in quel momento”, racconta mamma Dewi, che aggiunge: “Sono profondamente addolorata: non potrò mai capire perché mio marito ha commesso un tale crimine e ha devastato la nostra famiglia”.
Quello di Mutia è stato il primo caso di abusi su minori che questo centro Compassion, attivo da oltre 20 anni, ha dovuto affrontare. È stato un duro colpo per tutti gli operatori e volontari.
Il centro ha sempre organizzato incontri e corsi di formazione sulla protezione dei minori, collaborando con la polizia per portare regolarmente seminari ai bambini e alle famiglie del villaggio.
“Non vogliamo mai più assistere a tali tragedie: per questo, ci impegneremo ancora più di quanto facessimo prima”, condivide Tina, una delle nostre insegnanti.
Oggi Mutia è al sicuro: i nostri operatori e il pastore della chiesa locale le fanno visita tre volte a settimana, per parlare, leggere la Bibbia, pregare insieme e aiutarla a recuperare la serenità di un tempo.
Il suo percorso non è facile ma, circondata dalla loro consolazione, ha sorriso di nuovo.
“Posso esprimere i miei sentimenti con Tina, la mia insegnante del centro Compassion. Ora mi sento meglio”, ci ha confidato Mutia.
“So bene che voglio rialzarmi: mia madre è la mia più grande motivazione per andare avanti”, aggiunge.
Occorre ancora molto tempo e pazienza per guarire dal trauma, ma Mutia sta cercando di tornare a una vita normale: incontra di nuovo i suoi amici, studia e sogna un futuro migliore.
In tutti questi mesi non ha mai smesso di ascoltare la sua canzone gospel preferita, intitolata “Il tempo di Dio è il migliore”. È una promessa della bontà e della fedeltà di Dio, a cui Mutia si aggrappa ogni giorno.
Questo è un estratto della canzone:
Quando qualcosa accade, continuo a credere
In ogni momento, credo che Dio ristabilirà la mia vita.
I tempi di Dio sono i migliori, anche se a volte non è facile capire
Anche attraverso le prove, credo ancora.
Grazie al sostegno a distanza aiuterai i nostri operatori e i volontari delle chiese locali a prendersi cura delle vite delle bambine a rischio che vivono in povertà.
Sostieni a distanza: insieme a te, possiamo fare la differenza.