Brasile: i sogni dei bambini indigeni

In Brasile, le comunità indigene affrontano povertà, discriminazioni e mancanza di opportunità. Per questo, un centro Compassion aiuta i bambini a sognare in grande

I disegni sulla pelle dei bambini sono tipici della cultura Guajajara, realizzati con colori accesi, lavabili e ottenuti da frutti, foglie e vegetali.

Brasile: i sogni dei bambini indigeni


Magno, capo-villaggio della tribù Guajajara, cammina mano nella mano con suo figlio Kaio, mentre gli racconta la storia della loro gente.

"Anche se si dice che il Brasile è stato scoperto nel 1500, la storia degli indigeni in questa nazione è millenaria".

Eravamo già qui, avevamo già una storia, una lingua e una cultura.

“A quel tempo, non sapevamo cosa fosse il denaro, ma quando arrivarono i colonizzatori, iniziarono a sfruttare la nostra terra”, racconta Magno.


Brasile: i sogni dei bambini indigeni


Quando i colonizzatori portoghesi arrivarono in Brasile, la popolazione indigena era di circa 5 milioni di persone. Tuttavia, a causa di terribili massacri, la popolazione indigena in Brasile oggi è inferiore a 1 milione.

È stato un genocidio. I colonizzatori hanno distrutto interi villaggi e ancora oggi gli indigeni vivono le conseguenze di quel periodo. Nonostante le norme in difesa di queste tribù, nelle regioni povere come la nostra, gli indigeni sono tuttora disprezzati ed emarginati, racconta Jairo, pastore di una chiesa locale e collaboratore di un centro Compassion.


Brasile: i sogni dei bambini indigeni


Il pastore Jairo e sua moglie Geane operano a fianco delle tribù indigene da oltre 19 anni. Oggi sono ben accolti dalla popolazione, ma il lavoro non è mai stato facile.

“Quando arrivammo, c’erano tante difficoltà. Per secoli, i colonizzatori hanno imposto agli indigeni la loro ideologia, senza preoccuparsi della cultura locale. Dobbiamo imparare a valorizzare gli aspetti positivi della loro tradizione, altrimenti rischiamo di ripetere gli stessi errori del passato”, racconta Jairo.


Brasile: i sogni dei bambini indigeni


Nonostante le leggi a protezione degli indigeni, queste comunità devono ancora affrontare molte sfide, in particolare i pregiudizi.

“Quando ero giovane e andavo a scuola in città, ho subito molti pregiudizi. La gente mi prendeva in giro. Dicevano che ero un mangiatore di scimmie. Spesso desideravo non essere indigeno. Ancora oggi, molti pensano che siamo selvaggi, che camminiamo nudi nella foresta, con arco e frecce”, aggiunge Magno.


Brasile: i sogni dei bambini indigeni


La sfida più grande è la discriminazione. Al di fuori dei villaggi, gli unici lavori che gli indigeni ottengono sono nelle fattorie, sfruttati e oppressi. La maggior parte delle famiglie sopravvive grazie ai prodotti artigianali, venduti lungo le strade”, spiega il pastore Jairo.


Brasile: i sogni dei bambini indigeni


Di fronte alle sfide, Compassion ha iniziato a stabilire relazioni con i leader indigeni, per sostenere i bambini, nel rispetto della cultura locale. Il programma di adozione a distanza risponde ai loro bisogni, affinché i bambini imparino a sentirsi onorati della loro cultura.

Da quando è nato il centro, i bambini hanno ricevuto nuove opportunità.


Brasile: i sogni dei bambini indigeni


“Sono felice della presenza del centro Compassion nel nostro villaggio. I bambini imparano ad amare le nostre tradizioni e al tempo stesso imparano il portoghese”, ricorda Magno.

Per Magno, i cui due figli sono iscritti alle nostre attività, l’aiuto di Compassion è fondamentale per le nuove generazioni della tribù Guajajara.


Brasile: i sogni dei bambini indigeni


Voglio che i nostri figli sognino in grande. Siamo indigeni e lo saremo sempre. Ma possiamo anche essere insegnanti, medici e persino astronauti. Dico sempre a mio figlio: sii libero di essere chi sogni, senza dimenticarti chi sei”.

Mi piace studiare al centro! Adoro il cibo e i disegni che dipingiamo su carta. Mi piace anche dipingere la mia pelle con i colori naturali, proprio come mio papà”, afferma Kaio, uno dei bambini che aiutiamo.


Brasile: i sogni dei bambini indigeni


Nonostante si trovi in una regione isolata e non ci siano casi di COVID-19 nel villaggio, gli effetti della pandemia hanno colpito anche le famiglie del posto. Il centro è essenziale per sostenerle.

Durante la pandemia, molte famiglie si trovano in una situazione difficile. Chi vendeva prodotti artigianali ha perso il suo reddito. Il supporto del centro Compassion, che fornisce scorte alimentari alle famiglie, è essenziale per la sopravvivenza”, spiega Geane.


Brasile: i sogni dei bambini indigeni


Mentre Kaio ascolta le storie dei suoi antenati, guarda la foresta e si chiede se abbiano visto gli stessi animali che osserva nei libri del centro Compassion.

“Mi piace essere indigeno. Amo giocare con i miei amici del villaggio. Essere un indigeno significa parlare la mia lingua tupi-guarani e godere della natura. Amo sentire gli uccelli cantare, sono i miei animali preferiti”, afferma Kaio.


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Quando ripete le nuove parole che ha imparato da suo papà, ricorda il suo termine preferito: “Renuã”, che significa “non lo so”. Kaio non sa ancora molte cose, ma sa che ama essere indigeno come suo padre e che può sognare un futuro migliore.


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