Brasile: in prima linea, per proteggere i bambini

Ogni ora, 6 bambini brasiliani sono vittima di violenza. Non possiamo mostrarti i loro volti né dirti i loro veri nomi, ma vogliamo raccontarti le storie di chi lotta con noi per proteggerli


Viviamo in un pianeta caotico. Ogni ora decollano 3.480 aerei, vengono pubblicate 30 mila ore di video su YouTube e vengono buttate più di 148 mila tonnellate di rifiuti.

In quegli stessi 60 minuti, 6 bambini e bambine sono vittima di violenza in Brasile. In mezzo al caos, le loro grida d’aiuto sono soffocate da indifferenza e abbandono.

In contesti di povertà estrema, la vulnerabilità a cui sono esposti i bambini aumenta i casi di sfruttamento minorile, abuso sessuale e violenza domestica.


Brasile: in prima linea, per proteggere i bambini


Ecco perché in ognuno dei nostri centri c’è un responsabile della protezione dell’infanzia, che ha il delicato compito di identificare, segnalare e monitorare tutti i casi di aggressione contro i minori.

Sono coraggiosi pastori, insegnanti e tutor, impegnati a proteggere i bambini. Sulle loro spalle gravano pesi significativi.


Brasile: in prima linea, per proteggere i bambini


Queste sono solo due delle loro storie. Abbiamo usato pseudonimi per proteggere la loro identità.


Dulce, insegnante

Ricordo col dolore nel cuore la morte di un ragazzo che avevo visto crescere.


Brasile: in prima linea, per proteggere i bambini


Il giorno in cui fu ucciso, aveva tra le mani un cesto di cibo appena ricevuto al centro Compassion. Si era imbattuto in cattive compagnie, in un quartiere dominato dal traffico di droga. Eppure, mi aveva confessato di voler cambiare vita. Quel giorno volevo accompagnarlo a casa, ma non accettò il mio invito.

Pochi minuti dopo, sentii degli spari, un suono familiare: le bande non perdonano e il ragazzo perse la vita in un angolo.


Brasile: in prima linea, per proteggere i bambini


Da 23 anni mi occupo ogni giorno di storie come queste. In tutto questo tempo, ho visto bambini diventare adulti responsabili e felici, ma ho vissuto anche tante delusioni. Eppure, non mi abituo mai alla sofferenza dei piccoli.

Chiunque osservi i bambini giocare felici qui al centro, non sa cosa stiano vivendo nelle loro misere case. Ogni giorno scopriamo a storie orribili.

Brasile: in prima linea, per proteggere i bambini


Il mio compito non termina con una denuncia alla polizia. Quello è solo l’inizio. A volte è un processo frustrante, perché le autorità non sono sempre rapide a intervenire.

Ogni notte perdo il sonno pensando a una bambina. Come starà? Ciò che abbiamo fatto è sufficiente?

Soffro di ansia a causa di tutte queste difficoltà, ma l’amore per i bambini mi guida ogni giorno. Dio mi tiene in piedi, permettendomi di affrontare le sfide.


Brasile: in prima linea, per proteggere i bambini


Compassion è fondamentale in questa opera. Sono certa che senza la presenza del centro e della chiesa, avremmo già perso migliaia di bambini, solo perché non avevano nessuno su cui contare in caso di abuso.


Guilherme, pastore

Quando ho iniziato a collaborare con Compassion, volevo che tutta la teologia che avevo imparato venisse compresa da ogni bambino in povertà. Sono vicino a loro e voglio capire ciò che provano.


Brasile: in prima linea, per proteggere i bambini


Nel quartiere in cui vivo abbondano disuguaglianze e disagio sociale. Qui, difendere i bambini non significa solo proteggerli dagli abusi sessuali, ma garantire che i loro diritti siano garantiti, come il diritto alla salute, al cibo, all’istruzione. Per me, tutto è urgente quando si tratta dei piccoli.

Sono determinato nella mia missione, anche se questo mi ha causato minacce di morte. La mia vita è nelle mani di Gesù e non ho paura, ma quando presero di mira i miei figli, ebbi davvero timore.


Brasile: in prima linea, per proteggere i bambini


A volte ascolto storie strazianti. Quando un bambino viene da me piangendo e mi racconta come le persone l’hanno ferito, cerco di mantenere la calma. Leggo la Bibbia e canto lodi a Dio, per ricordarmi che questa missione non è mia, ma del Signore. Questo è tutto quello che mi dà pace.

Io credo nei bambini, anche quando i genitori non credono in loro. Per molti bambini, soli e ignorati, la chiesa e il centro Compassion è tutto ciò che hanno.

Quello che faccio non è a opera di una sola persona, ma di tante. Dai sostenitori fino ai volontari Compassion, formiamo una squadra che protegge i più vulnerabili.


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Voglio che tutti sappiano cosa affrontiamo ogni giorno e preghino per noi, perché non ci fermeremo. Neppure davanti alle intimidazioni di chi vuole far male ai bambini.


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