Bangladesh: il sacrificio di una famiglia

I genitori di Bobita rinunciano ai loro pasti: vogliono risparmiare per permettere alla figlia di diplomarsi. Il sacrificio di questi genitori sarà sufficiente?

Bangladesh: il sacrificio di una famiglia


“Stavo per iniziare a cucinare, quando i miei genitori mi chiesero di cuocere soltanto quattro tazze di riso anziché cinque. È il loro modo per risparmiare, per mettere da parte qualche soldo in più per la mia istruzione”, racconta Bobita.

Questa ragazza ha 18 anni, anche se anni di fame e privazioni hanno reso il suo fisico esile, come quello di una bambina. Tuttavia, il suo spirito è forte: non vede l’ora di diplomarsi e diventare maestra nel villaggio di Baramchal. Qui c'è urgente bisogno di istruzione per i bambini più poveri e il suo desiderio è proprio quello di dedicarsi a loro.


Bangladesh: il sacrificio di una famiglia


Bobita è la prima della famiglia ad aver avuto la possibilità di studiare. I suoi genitori, Manno e Koisoila, sono fieri di lei: la sostengono in ogni modo, anche se questo significa rinunciare perfino a una misera porzione di riso per i loro pasti.

Entrambi i genitori lavorano nei campi, guadagnando poco più di 1 euro al giorno – ma soltanto se raccolgono 23 chilogrammi di foglie di tè. È un duro lavoro, ma permette loro di assicurare cibo e un riparo a Bobita e alle sue due sorelle.


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Sono orgogliosa dei miei genitori, lavorano così duramente per noi. Sono grata a Dio per la fiducia che ripongono in me, ci spiega Bobita.

Manno, il papà, è entusiasta all’idea che sua figlia farà la maestra. Lo riempie di orgoglio e di speranza: “Mi scalda il cuore pensare la mia Bobita non sarà costretta a lavorare duramente nei campi di tè.


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Con duri sacrifici, i sogni di questa famiglia si stavano avverando. Tuttavia, il 2022 si è aperto con tante nuove difficoltà e paure.

In primo luogo, a seguito di una dura siccità, un’improvvisa alluvione ha distrutto ogni cosa. Moltissime famiglie sono rimaste per un’intera settimana in casa, nell’attesa che l’acqua si ritirasse – mentre i campi agricoli venivano devastati.


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Successivamente, i prezzi dei beni di prima necessità (dal cibo ai carburanti) sono aumentati in modo mai visto prima, colpendo ogni livello della società.

Se 12 uova prima costavano 1,2€, ora costano 1,7€. Se tempo fa un chilo di riso costava 0,6€, ora il prezzo è quasi raddoppiato. Tuttavia, guardare il semplice prezzo non basta: dobbiamo pensare che le famiglie più povere, come quella di Bobita, non guadagnano più di un solo euro al giorno dopo una dura giornata nei campi.


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“A causa dell’aumento dei prezzi, al posto di mangiare due volte al giorno, adesso mangiamo soltanto una volta, racconta Koisoila, la mamma.

“Vorremmo fare di tutto per permettere alle nostre figlie di studiare, ma le conseguenze di ciò che dobbiamo affrontare sono al di là della mia comprensione”.

“Sapevamo che le famiglie più povere rischiano di restare senza cibo. Per questo, siamo diventati i primi a portare soccorso, fornendo scorte di cibo ai bambini e ai loro genitori”, racconta Pius, responsabile del centro Compassion.


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In una situazione così grave, fornire alle famiglie aiuti alimentari è urgente, ma è solo una soluzione temporanea ai problemi.

Al tempo stesso, i volontari e operatori Compassion in Bangladesh stanno cercando di rispondere ai bisogni di chi soffre, dando vita ad attività di formazione professionale per i ragazzi e per i loro genitori.

In più, stanno fornendo alle famiglie sementi che consentiranno ad ogni nucleo di coltivare la propria frutta e verdura fresca, per garantire un’alimentazione sana e nutriente a tutti, nessuno escluso!


Bangladesh: il sacrificio di una famiglia


Mentre i nostri operatori si preparano ad aiutare, le famiglie in povertà continuano a resistere. Proprio come stanno facendo i genitori di Bobita. Mentre si prepara per i suoi imminenti esami di maturità, sa di avere una grande responsabilità: dal suo impegno nello studio dipende il suo futuro professionale, così come la sopravvivenza della famiglia.


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